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Napoli, domenica 20 settembre

Foto A. Zarcone
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La "Fase 2" nel segno della mobilità responsabile

Il Presidente

Il test di Pasqua e pasquetta è stato superato. Le misure restrittive hanno retto. Il rischio di passeggiate, scampagnate e mega riunioni casalinghe è stato, infatti, scongiurato. Non sono mancate stolte eccezioni, ma nel complesso i napoletani, e non solo, hanno dimostrato maturità, rispettando le regole e restando in casa anche per queste festività tradizionalmente trascorse all'aperto. Ed un plauso meritano le forze di polizia che hanno puntualmente presidiato il territorio scoraggiando chi ancora non si era convinto di dover rinunciare, almeno per quest'anno, al classico pic-nic fuori porta. Certo la cartolina di Napoli, delle sue isole e delle rinomate località turistiche della costiera in questi giorni baciate dal sole, ma completamente deserte, infondono tanta tristezza. Ahinoi, dobbiamo accettare questa dura realtà e resistere. Non è tempo di abbassare la guardia, l'andamento dell'epidemia, infatti, benché stia imboccando il tratto discendente della parabola, presenta ancora livelli gravissimi. Il fatto che nel Meridione la situazione sia leggermente migliore rispetto al resto del Paese non deve trarre in inganno: basta poco per mettere in pericolo non solo se stessi, ma, a causa di in un irrefrenabile effetto domino, l'intera comunità e, peggio ancora, proprio coloro che operano, con instancabile coraggio ed abnegazione, per guarire i malati.  
Il lockdown prosegue, ma è giusto anche cominciare a guardare al futuro ed alla cosiddetta "fase 2" che, a maggior ragione, dovrà essere improntata al massimo rispetto delle regole ed al senso di responsabilità, che sono poi il leitmotiv delle nostre campagne di sensibilizzazione sulla legalità e la sicurezza stradale. Prima o poi, infatti, dovremo imparare a rientrare, sebbene gradatamente, in una quotidianità che sarà molto diversa da quella lasciata prima dell'emergenza, almeno fin quando la ricerca scientifica non avrà trovato i farmaci ed i vaccini agognati per debellare il Covid-19. E questo comporterà, ancora, la capacità di muoversi sul territorio con prudenza e sicurezza, evitando scrupolosamente assembramenti e contatti ravvicinati. Ciò richiede, pertanto, un piano straordinario di mobilità nella consapevolezza che il mezzo prioritario per affrontare gli spostamenti sarà quello privato, mentre il trasporto pubblico, per forza di cose, dovrà intercettare solo una minima parte della domanda, al fine di evitare affollamenti alle fermate degli autobus, alle banchine  della metropolitana, nei treni e nei pullman. Si tratta di un'impresa a dir poco proibitiva in una città come Napoli, già angustiata dallo sfascio dell'ANM e da strade colabrodo e limitate da perenni cantieri, ma non ci sono altre alternative praticabili alla "mobilità responsabile",  un concetto che è stato e, oggi più che mai, continuerà ad essere la cifra distintiva dell'Automobile Club Napoli. Per perseguire questo obiettivo, occorrerà, quindi, porre mano anche ad una razionale organizzazione delle attività, prevedendo una ripresa flessibile per giorni e fasce orarie, mentre, là dove possibile, andrebbe incentivata ogni forma di smart working, di e-learning e di qualsiasi altra mansione che possa essere svolta direttamente da remoto. E ciò per tutelare la sicurezza nei luoghi di lavoro e ridurre la mobilità sul territorio. Come ha detto il Prefetto Valentini e non solo, questa emergenza deve essere un'occasione per "ripensare ad una più razionale organizzazione urbanistica e commerciale di Napoli, da disciplinare con maggiore ordine", che significa anche realizzare un effettivo decentramento dei  servizi, delle attività, comprese quelle ludiche, e delle funzioni amministrative. Convivere con la minaccia costante del virus non sarà facile,  anche perché richiederà cambi di abitudine radicali, nonché rigidi controlli che facciano rispettare le regole come richiama continuamente il Governatore della Campania Vincenzo De Luca. E' in corso una lotta di sopravvivenza che dobbiamo affrontare con lo sguardo rivolto in avanti e facendo tesoro degli errori del passato.    

 

 

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