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Napoli, venerdì 30 ottobre

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Incidenti stradali, un morto su due da categorie deboli

ReportAci

Diminuiscono i morti (-4,8%) mentre restano sostanzialmente stabili i feriti (-0,6%). E' questo il trend emerso dalle statistiche ACI-Istat sulla sinistrosità stradale, secondo il quale lo scorso anno, in Italia, si sono verificati 172.183 incidenti (-0,2%) in cui hanno perso la vita 3.173 persone e 241.384  sono rimaste ferite.
Le fasce d’età più a rischio risultano i giovani tra 20 e 29 anni (466 morti: 14,7% del totale) e gli anziani tra 75 e 89 anni (571 morti: 18% del totale. Tra tutti i conducenti coinvolti particolarmente alto è il numero di quelli di età compresa tra i 40 e i 54 anni (29,2%), seguiti dai giovani tra i 20 e i 29 anni (18,3%), ma si registrano proporzioni elevate anche tra i più anziani (9,2% con età 70 anni e più). Rispetto ai patentati la probabilità di essere coinvolti in un incidente è più elevata nei giovanissimi, mentre decresce a partire dai 25 anni: tra 20 e 24 anni il rapporto conducenti/patentati è pari a 13 per mille; nelle età adulte (35-49 anni) è dell’8 per mille; e per gli anziani, invece, è del 5 per mille. Preoccupante è la situazione di ciclisti e motociclisti. Infatti, nel 2019 è aumentato il numero dei morti sia di chi va in bici (+15,5%) che in moto (+1,6%), mentre tra le utenze deboli si registrano miglioramenti tra i pedoni (-12,7%) ed i ciclomotoristi (-18,5%). Nel complesso, gli utenti vulnerabili rappresentano il 49,6% dei decessi (1.573 su 3.173).
La maggior parte degli incidenti si verifica in città (127.000) dove peraltro i sinistri risultano anche in leggero aumento rispetto all'anno precedente (+0,2%). Diminuiscono invece sulle autostrade (9.076; -3,8%) e, in modo più contenuto, sulle strade extraurbane (36.107; -0,7%). Complessivamente il numero di feriti e di morti è in calo in tutti e tre gli ambiti, ma particolarmente rilevante è il decremento dei decessi nei grandi Comuni (-22%).
Sotto accusa sono i soliti fattori di rischio: distrazione, mancata precedenza e velocità elevata che si confermano, anche nel 2019, le prime tre cause di incidente (85.457, complessivamente il 38,2% delle circostanze). Tra le altre cause rilevanti figurano: il mancato rispetto della distanza di sicurezza (20.207), le manovre irregolari (15.574), il comportamento scorretto verso il pedone (7.800) o del pedone (6.647), la presenza di buche o ostacoli accidentali (6.458): rispettivamente rappresentano il 9%, il 7%, il 3,5%, il 3,0% ed il 2,9% del totale.
Aumentano (+6,7%) le sanzioni per le violazioni al Codice della Strada: oltre al superamento dei limiti di velocità (2.525.283), troviamo ai primi posti il mancato rispetto della segnaletica (410.933; +12,4%), l’utilizzo improprio dei telefoni cellulare alla guida (162.363; +18,6%), l'inosservanza dell'obbligo delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini (257.234; +26,7%). In crescita sono pure le sanzioni per guida in stato di ebbrezza alcolica (42.485; +8,4%), mentre diminuiscono quelle per guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti (5.340; -1,2%).
L'estate si conferma il periodo con il maggior numero di incidenti e vittime. Agosto è il mese più pericoloso per il numero di sinistri gravi (2,2 morti ogni 100 incidenti); giugno e luglio sono, invece, quelli con più incidenti nel complesso, (rispettivamente 16.916 e 16.481). Di notte (tra le 22 e le 6) e nelle ore di buio aumentano sia l’indice di mortalità che quello di lesività (rispettivamente morti e feriti ogni 100 incidenti).
Riguardo al primo semestre di quest'anno, infine, le prime anticipazioni, su dati provvisori, riferiscono di un forte decremento degli incidenti e delle loro conseguenze nei mesi di marzo ed aprile, quale conseguenza delle rigorose misure restrittive alla mobilità (lockdown) messe in atto per fronteggiare la pandemia da Covid-19.  Ma la ripresa della mobilità, a seguito della graduale riapertura delle attività e della riacquisizione della libertà di movimento per la popolazione, ha già avuto effetti sull’incidentalità che, nel mese di maggio, ha fatto registrare un aumento. Comunque è ancora presto per tracciare un bilancio di questo particolare periodo di emergenza sanitaria.

 

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