Napoli, domenica 05 luglio

Foto A. Zarcone
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Fuorigrotta, sosta abusiva e omissioni del Comune

Il Presidente

 

Fuorigrotta, soprattutto nei giorni in cui sono in programma le partite di calcio allo stadio San Paolo o eventi presso la Mostra d'Oltremare (fiere, concorsi ecc.), è un quartiere ostaggio dei parcheggiatori abusivi, come ha giustamente rilevato Irene De Arcanegelis su questo giornale. Non è l'unico, in città, a patire questo problema, ma certamente è tra quelli che maggiormente risentono delle sue conseguenze negative in termini di vivibilità.  Ben vengano, perciò, controlli, denunce e sanzioni per i trasgressori, ma il timore è che tali operazioni abbiano effetti di breve durata, se non accompagnate da interventi strutturali, sinora mai presi in considerazione. E' doveroso, infatti, punire chi delinque; altrettanto giusto, però, è pretendere la rimozione di quelle cause che producono la diffusione degli illeciti, sino, addirittura, a diventarne alibi. Ci riferiamo, in particolare, non solo alla atavica carenza di posti-auto regolari, ma addirittura alla perdurante chiusura di parcheggi che, invece, aiuterebbero ad intercettare la crescente domanda di sosta. Nello specifico, i garage sottostanti lo stadio, realizzati in occasione dei Mondiali '90, mai aperti al pubblico ed oggi ridotti a vere e proprie discariche, costituiscono uno dei tanti scandali impuniti in questa città. Da allora non è stata mai bandita la gara per l'affidamento della loro gestione, e nemmeno le recenti Universiadi sono riuscite a sbloccare questa situazione di stallo. Intanto, nelle aree intorno allo stadio, si continua a convivere con i veicoli in sosta selvaggia, parcheggiati in doppia e tripla fila, su marciapiede e in qualunque altro posto indicato dagli abusivi, anche a costo di ostruire l'accesso dei residenti alle proprie dimore. Certo, se fosse attivo un servizio di rimozione coatta delle auto in sosta vietata che intralciano la circolazione la situazione cambierebbe. Purtroppo, anche in questo caso, bisogna fare i conti con anni e anni di assoluto lassismo, durante i quali l'Amministrazione comunale non si è mai decisa ad affrontare la questione della gestione del servizio. Eppure la rimozione forzata dei veicoli in sosta vietata, prevista dal Codice della Strada, oltre a garantire la fluidità della circolazione è, ancor più, importante per rompere quel sottile filo di connivenza che lega l'automobilista, in cerca di un posto-auto, all'abusivo, il quale, in un modo o nell'altro, glielo trova.
A questo punto ci chiediamo se non sia il caso di affrontare questa emergenza, che lede la qualità della vita dei cittadini, costretti a subire quotidianamente continue ed insopportabili ritorsioni da questi "padroni" delle strade, con le stesse "armi" utilizzate per la crisi dei rifiuti, ovvero perseguire i pubblici amministratori per omissione in atti di ufficio. L'abusivismo nella sosta, infatti, è anch'esso frutto di omissioni che impediscono alla città di dotarsi di infrastrutture e servizi indispensabili per soddisfare un bisogno concreto, contrastare gli illeciti e migliorare la vivibilità urbana. Certo, non è sempre e solo con l'intervento della magistratura che si può pretendere di risolvere problemi riconducibili all'inerzia e all'inettitudine degli enti locali, né coltiviamo particolari simpatie per i giustizialisti, ma in determinate circostanze, ahinoi, costituisce l'unica strada perseguibile per affermare o, quanto meno, sollecitare l'efficienza e la legalità  nel nostro territorio.