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Napoli, domenica 11 aprile

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Sicurezza stradale, i meriti del Cardinale Sepe

Il Presidente

Pubblicato su La repubblica

La lotta agli incidenti stradali, che funestano la nostra società con numerosi lutti e invalidità, comportando, peraltro, rilevanti costi sociali, si combatte, soprattutto, con la prevenzione. Attività questa che, purtroppo, è piuttosto aleatoria nel nostro Paese come dimostra, fra l'altro, la scarsa attuazione nelle scuole dell'insegnamento dell'educazione stradale, benché sia un obbligo di legge. Quasi che le vittime della strada  debbano considerarsi una conseguenza ineluttabile della motorizzazione di massa. Una rassegnazione culturale che, come ACI, unico Ente pubblico preposto alla difesa della mobilità in tutte le sue articolazioni,  abbiamo cercato sempre di contrastare, puntando, in particolare, sulle attività di informazione, formazione e sensibilizzazione dei giovani e non solo. Prevenire e ridurre gli incidenti con le loro tragiche conseguenze è possibile, anzi è un dovere sociale. Consapevoli che la vita sia il bene supremo da salvaguardare,  ci siamo rivolti alla Chiesa, quale massima espressione di questa mission, per definire, insieme, un percorso capace di rompere il muro dell'indifferenza ed affermare i valori della vita, della sicurezza e del rispetto delle regole. Era il 2008 e, fortunatamente, in quegli anni a Napoli si era da poco insediato un nuovo Arcivescovo, il Cardinale Crescenzio Sepe, uomo di grande sensibilità, perspicacia ed operatività, che, immediatamente, accolse le nostre idee con entusiasmo e convinzione. Nacque, così, la campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale 'A Maronna t'accumpagna...ma chi guida sei tu!, rivolta ai ragazzi delle parrocchie e degli istituti scolastici della Diocesi di Napoli. Si trattava di un'autentica novità nel panorama nazionale. Era la prima volta, infatti, che la Chiesa si apriva ad un'iniziativa del genere ed il risultato è stato straordinario. In questi dodici anni abbiamo coinvolto centinaia di migliaia di partecipanti, tra ragazzi, genitori, docenti, parroci, volontari e catechisti, con incontri e concorsi che hanno consentito di attivare un circolo virtuoso capace di coinvolgere piccoli e grandi sullo scottante tema della sicurezza stradale. Un argomento questo spesso trascurato nelle famiglie, come nelle scuole, e che, invece, grazie a questa campagna è riuscito a trovare ampio spazio e motivo di confronto. Particolarmente significativo, sotto il profilo pedagogico, è stato il concorso di idee abbinato alla campagna, per stimolare i ragazzi, singolarmente e/o in gruppo, a rappresentare il loro punto di vista sull'argomento, scegliendo liberamente le forme espressive più idonee per stigmatizzare i comportamenti maggiormente dannosi da combattere, promuovendo, invece, quelli virtuosi da valorizzare.

Questa attività di prevenzione non poteva fare a meno di aprirsi anche ad altri soggetti fondamentali come le forze dell'ordine che, troppo spesso, a torto, vengono percepite solo nella loro veste "repressiva". Per sottolinearne la grande opera a tutela della sicurezza e dell'incolumità dei cittadini, con l'importante funzione deterrente svolta, abbiamo pensato di premiare, insieme ai ragazzi vincitori del concorso, anche gli uomini in divisa resisi protagonisti sulla strada di interventi meritori per la mobilità sicura. In questo modo, si è iniziato a tessere una rete della sicurezza stradale, puntando sul fondamentale principio del rispetto delle regole, ovvero della legalità, da promuovere quotidianamente con il buon esempio. E' nato così il "Club dei Tifosi della Legalità" con prestigiosi ed autorevoli testimonial che sottoscrivono un messaggio rivolto alla collettività, per contribuire all’affermazione di una coscienza civica imperniata su una solida consapevolezza dei diritti e dei doveri. Vi aderiscono, infatti, personalità di spicco delle istituzioni, degli enti locali, delle associazioni di categoria, del mondo politico, giuridico, religioso, della cultura, dello sport e dello spettacolo. Con il loro coinvolgimento, a cominciare dai Capi dello Stato Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella e dei Papi Benedetto XVI e Francesco, rivolgiamo un appello pubblico ai cittadini per ribadire un principio elementare, ancorché fondamentale della convivenza civile: la condivisione ed il rispetto delle regole, per una "mobilità responsabile" che concilia il diritto alla mobilità con quello primario alla vita, in termini di sicurezza stradale e rispetto dell'ambiente. Emblematica al riguardo è la testimonianza di Papa Francesco al quale abbiamo fatto indossare a Napoli, per la prima volta nella storia, un casco da moto al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica, ed in particolare i giovani, ad assumere comportamenti corretti sulla strada.

Artefice di questo processo di mobilitazione delle coscienze è stato proprio il Cardinale Crescenzio Sepe che, con il suo impegno ed entusiasmo, è riuscito a compiere un vero e proprio miracolo. Mediante queste campagne di informazione e formazione, infatti, ha contribuito a dare consapevolezza a tanti giovani, salvando molti di essi dai gravi rischi della strada. E di ciò dobbiamo dargli atto, come delle tante altre importanti opere fatte per il bene di questa città. Grazie Cardinale Sepe...'A Maronna t'accumpagna. 

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