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Polizze RCA, i nodi che restano al pettine


Polizze RCA, i nodi che restano al pettine

13.06.2019

Il Presidente

Pubblicato sul Roma

La scoperta di una "rete" che organizza truffe contro le assicurazioni, com'è accaduto in questi giorni grazie ai Carabinieri di Giugliano e Frattamaggiore, è sempre una buona notizia. Non solo per l'affermazione della legalità nel nostro territorio, quanto e soprattutto per gli assicurati onesti che sono le vere vittime di questo fenomeno.  E' risaputo, infatti, che i costi delle frodi, reali o presunte che siano,  non incidono granché sui profitti delle compagnie che li scaricano, sistematicamente, su tutti gli assicurati in termini di aumenti tariffari,. 
Sarà forse, o prevalentemente,  anche  per questo che le imprese difficilmente le denunciano alla magistratura, limitandosi semplicemente a stilare una lista di casi sospetti sufficiente a condizionare e giustificare la politica tariffaria e a penalizzare interi territori. Infatti, Napoli continua a vantare il triste primato di essere la provincia italiana con le polizze RCA più care, proprio perché in Campania il numero delle denunce/querele presentate alle autorità dalle compagnie diminuisce, laddove in Italia resta stazionario.
Con ciò non intendiamo minimizzare o, peggio, negare la triste realtà delle truffe, soltanto non condividiamo la convinzione secondo cui l'annosa sperequazione tariffaria sia figlia di un territorio votato agli imbrogli, tanto che qualsiasi notizia "negativa" al riguardo assume una rilevanza mediatica non rinvenibile in altre aree geografiche del Paese, dove pure il fenomeno sussiste.
Fra l'altro, Napoli e Caserta, risultano essere le province italiane con il maggior tasso di diffusione delle scatole nere, quei dispositivi, cioè, che servono a registrare tutti i movimenti del veicolo e, pertanto, idonei, a detta delle stesse compagnie, a smascherare le cosiddette "trastole". Nonostante ciò, i premi assicurativi continuano ad essere i più elevati. Ed a poco è servita la legge sulla concorrenza che ha introdotto l'obbligo di applicare sconti  a chi è in possesso di questi apparecchi, nonché ulteriori riduzioni per chi risiede nelle province più a rischio senza aver commesso incidenti negli ultimi cinque anni. Di fatto questa prescrizione è rimasta sulla carta, in attesa dei decreti di regolamentazione dell'uso e della gestione delle "black box", mentre le compagnie continuano a dettare la loro ferrea legge.
Intanto, resta insoluto e non sufficientemente attenzionato dalla politica ciò che rappresenta un vero "cancro" del sistema assicurativo: i veicoli che circolano senza copertura RCA. Un problema, in parte derivante proprio dalle elevate tariffe registrate, soprattutto, in determinati territori, con conseguenze che ricadono esclusivamente sull''intera collettività locale. I veicoli "fantasma", infatti, alterano i parametri su cui le imprese si regolano per la determinazione dei premi, in particolare quello della frequenza sinistri che è data dal rapporto incidenti/veicoli assicurati, danneggiando così i territori dove presumibilmente il fenomeno è più marcato. Inoltre, i sinistri causati da questi veicoli vengono, poi, gestiti dal Fondo vittime della strada alimentato, nella misura del 2,5% del premio assicurativo, da tutti i titolari di una polizza RCA sui quali, quindi, ricade effettivamente  il peso di questa fattispecie di illecito. Non solo, ma ci sono fondati motivi per temere che l'elevato aumento dei casi trattati da tale Fondo, negli ultimi anni, possa portare, presto, ad un aumento della quota percentuale da prelevare sulla tariffa: come dire, aggiungere al danno la beffa. Insomma, cambiano i protagonisti della politica, mutano i  governi ma la questione assicurativa resta inalterata.