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La micromobilità elettrica


La micromobilità elettrica

14.05.2019

ReportAci

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha predisposto il decreto attuativo per avviare la sperimentazione nelle città della micromobilità elettrica. Il testo è stato inviato alle amministrazioni e agli enti locali coinvolti per eventuali osservazioni correttive. L'obiettivo è di farlo entrare in vigore nella prossima estate, in modo da avviare un importante passo in avanti verso una mobilità green, aperta a nuovi mezzi di trasporto, nell’ottica dell’intermodalità a zero emissioni. Come stabilito dalla legge di Bilancio, saranno i sindaci a delimitare le aree in cui avviare la sperimentazione e disciplinare le modalità di utilizzo di questi mezzi.
Il decreto ministeriale, composto da 7 articoli e 3 allegati con la descrizione dei modelli dei veicoli interessati (tutti ovviamente dovranno essere dotati di marchio di conformità CE ai sensi della direttiva 2006/42/CE), definisce  le modalità di attuazione e gli strumenti operativi della sperimentazione della circolazione su strada dei cosiddetti "dispositivi per la micromobilità elettrica". Le tipologie dei veicoli prese in considerazione  sono: hoverboard, segway, monopattini e monowheel che potranno circolare solo in ambito urbano e limitatamente a determinate infrastrutture stradali o parti di strada individuati dai Comuni con specifico provvedimento (piste ciclabili, percorsi promiscui pedonali e ciclabili, aree pedonali e Zone 30).
I dispositivi del tipo "auto-bilanciato", quali, ad esempio, hoverboard, segway e monowheel, dovranno essere dotati di segnalatore acustico; quelli "non auto-bilanciati" anche di motore elettrico avente potenza nominale massima fino a 500W.  Inoltre, da mezz'ora dopo il tramonto, durante la notte e di giorno, quando le condizioni atmosferiche richiedano l'illuminazione, i mezzi sprovvisti di luce bianca o gialla fissa e posteriormente di catarifrangenti rossi o di luce rossa fissa, non potranno essere utilizzati, ma solo condotti o trasportati a mano. Questi veicoli non potranno avere posti a sedere e, pertanto, andranno utilizzati solo con postura in piedi. Quelli capaci di assicurare un'andatura superiore a 20 km/h dovranno essere dotati di regolatore di velocità al fine di non superare questo limite. All'interno delle aree pedonali, comunque, tale limite di velocità scende a 6 km/h. In ogni caso, per essere ammessi alla sperimentazione della circolazione su strada, i dispositivi per la micromobilità elettrica dovranno essere condotti da persone maggiorenni. Sarà consentito il loro uso anche ai minori, purché titolari almeno di patente di categoria AM (quella che abilita alla conduzione dei ciclomotori). Su tali mezzi sarà  vietato il trasporto di passeggeri o cose, così come ogni forma di traino; bisognerà assumere una condotta tale da garantire un andamento regolare ed evitate manovre brusche ed acrobazie. Nel caso dei segway e dei monopattini elettrici correrà l'obbligo di indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità quando circoleranno, dopo il tramonto del sole  sino a mezz'ora prima del suo sorgere, su strade ricadenti in zona 30 o su pista ciclabile.
Come detto, i comuni, con specifico provvedimento dovranno autorizzare la sperimentazione,  in base ad un'apposita tabella che indica per ogni tipo di mezzo, l'area ammessa alla circolazione, opportunamente segnalata, e la relativa velocità consentita. I dispositivi di micromobilità elettrica quando circoleranno su piste ciclabili, percorsi promiscui pedonali e ciclabili, e nelle Zone 30 dovranno osservare le norme previste dal Codice della Strada per i velocipedi (Articolo 182, commi 1, 2, 3 e 4). Quando, invece, saranno usati nelle aree pedonali saranno sottoposti alle prescrizioni dell'articolo 190 del Codice stradale (comportamento dei pedoni).
Particolare attenzione, infine, i comuni dovranno porre in caso di istituzione di servizi a noleggio dei dispositivi in condivisione,  con obbligo di copertura assicurativa per l'espletamento del servizio stesso ed individuazione di specifiche aree di sosta, al fine di evitare il possibile intralcio di marciapiedi ed aree pedonali.