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Una valanga di (bei) libri contro movida selvaggia


Una valanga di (bei) libri contro movida selvaggia

29.03.2019

Il Presidente

Pubblicato sul Mattino

E' iniziata la primavera e, come di consueto,  il suo ingresso è stato accompagnato dalle "Giornate FAI" per celebrare l'invidiabile patrimonio storico, artistico e culturale del Belpaese. Anche qui, nel nostro territorio, la manifestazione ha riscosso un notevole successo di pubblico e l'adesione di tantissimi giovani volontari.  E tra qualche giorno, la nostra città è attesa da un altro importante evento culturale: il Salone del libro e dell'editoria che si terrà in un luogo ricco di storia, simbolo di grandi ideali qual è Castel Sant'Elmo, su cui nel 1799 fu issata la bandiera della Repubblica Napoletana. Un'iniziativa, come ha spiegato uno dei promotori, l'editore Diego Guida,  per "riaccendere il fuoco della cultura e della lettura",  soprattutto fra i giovani. Giovani, aggiungo io, troppo spesso appiattiti su modelli di riferimento che spaziano dalla movida selvaggia, a base di pizza e fritturine, ma anche di alcol e schiamazzi notturni, per finire alle stese di  Gomorra. Con ciò non intendo confondere il sano divertimento con la violenza e la sopraffazione, però  il tempo libero non può essere trascorso solo in chiave godereccia e mangereccia, come se Napoli non avesse altro da offrire se non buona cucina e ritrovi per il palato e lo stomaco. Motivo, questo, che, peraltro, sta sbilanciando l'offerta commerciale in direzione  quasi esclusivamente gastronomica a tutto scapito di tradizioni ormai in via di estinzione.  Diminuiscono, infatti, le librerie, i negozi di dischi e strumenti musicali, i restauratori, le gallerie d'arte, le botteghe di artigianato locale, per fare posto a pub, pizzerie, take away, enoteche e friggitorie. Ciò sta, pian piano, alterando il nostro immenso e meraviglioso centro storico, appestandolo con fumi e ininterrotte esalazioni di forni e cucine. Senza considerare la confusione, il baccano e l'immondizia generata dal flusso rilevante dei frequentatori di tali attività.
In questo contesto, la proposta di manifestazioni dedite a stimolare il "culto" della lettura, del bello che risiede nei musei, nelle chiese, nei palazzi, nelle ville, nei manieri, lungo la costa e le strade dense di testimonianze del nostro passato, ci sembra un prezioso antidoto a salvaguardia dell'inestimabile patrimonio culturale partenopeo. Uno sprone per i nostri amministratori che al turismo, alla tutela ed alla promozione dei beni storici ed artistici dovrebbero dedicare maggiori risorse ed energie, cominciando ad assecondare ed incentivare la domanda di qualità, per la quale i libri, le opere d'arte, i monumenti rappresentano ancora un valore che entusiasma.
Coltivare nuove generazioni più sensibili ed attente alla cultura ed alla conoscenza, significa pure crescere futuri cittadini più ligi al dovere,  rispettosi delle regole e dell'ambiente in cui vivono, capaci di fare scelte razionali e responsabili. E ciò vale in tutti i settori, compreso quello della mobilità, dove spesso l'incapacità di saper cogliere le effettive conseguenze del proprio agire dà luogo a fenomeni dannosi  per la vivibilità  e la salute (congestionamento delle strade, sosta abusiva,  incidenti, inquinamento, ecc.). E senza un fecondo retroterra culturale è più difficile allevare  utenti della strada corretti e consapevoli dei rischi connessi a comportamenti di guida spregiudicati e imprudenti, nocivi per la propria e l'altrui incolumità.