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Parcheggiatori abusivi, le nuove disposizioni


Parcheggiatori abusivi, le nuove disposizioni

18.12.2018

ReportAci

La recente Legge n.132/2018 di conversione del DL n.113/2018 in materia di sicurezza pubblica ha introdotto rilevanti novità anche sull'annosa questione della sosta abusiva, inasprendo i provvedimenti sanzionatori stabiliti dalla precedente Legge n.48/2017 sulla sicurezza urbana, prevedendo anche l'arresto per chi svolge illecitamente l'attività di parcheggiatore.  
In particolare, è stato modificato il comma 15-bis dell'articolo 7 del Codice della Strada secondo cui coloro che "esercitano senza autorizzazione", l'attività di parcheggiatore o guardiamacchine sono "puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 771 a 3.101 euro". Se vengono impiegati minori o in caso di recidiva, si applica la pena dell'arresto da sei mesi ad un anno con l'ammenda da 2.000 a 7.000 euro. In ogni caso, è sempre disposta la confisca delle somme percepite illecitamente. In pratica, rispetto alla precedente versione, le ipotesi aggravate sono adesso qualificate come fattispecie di reato, punite con l'arresto ed un'ammenda. Ma non è tutto, la nuova legge interviene anche sulla misura del cosiddetto Dacur (divieto di accesso in specifiche aree urbane), prevedendo anche in questo caso l'arresto per i trasgressori. Più precisamente, chiunque ponga in essere condotte che impediscono l'accessibilità e la fruizione "delle aree interne delle infrastrutture, fisse e mobili, ferroviarie, aeroportuali, marittime e di trasporto  pubblico  locale,  urbano ed extraurbano, e delle relative pertinenze, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 100 a 300 euro". Contestualmente all'accertamento della condotta illecita, al trasgressore viene ordinato l'allontanamento dal luogo in  cui  è stato commesso il fatto. Entrambi i provvedimenti (sanzione economica ed allontanamento) si estendono anche ai parcheggiatori abusivi che operano nelle aree citate. Inoltre, i regolamenti di polizia urbana possono individuare altre aree urbane (presidi sanitari, scuole, plessi scolastici, siti universitari, musei, parchi archeologici, complessi monumentali, istituti e luoghi della cultura o comunque interessati da consistenti flussi turistici, zone destinate allo svolgimento di fiere, mercati, pubblici spettacoli o adibite a verde pubblico) in cui applicare le succitate disposizioni. L'ordine di allontanamento è rivolto al trasgressore per iscritto dall'organo accertatore, che ne invia una copia al questore, ed ha la durata di quarantotto ore. La sua violazione è soggetta alla sanzione  amministrativa pecuniaria da 300 a 900 euro. In caso di reiterazione delle condotte punite, il questore può disporre, con provvedimento motivato, per un periodo massimo di dodici mesi, il divieto di accesso ad una o più aree di quelle summenzionate, specificandole espressamente  nel provvedimento (Dacur). Chi viola tale divieto è punito con l'arresto da sei mesi ad un anno. Qualora  il trasgressore in questione sia già stato condannato, con sentenza definitiva o confermata in grado di appello, nel corso degli ultimi  cinque anni per reati contro la persona o il patrimonio, la durata del Dacur può variare tra un minimo di dodici mesi ed un massimo di due anni.  Anche in questo caso il contravventore al divieto di accesso è punito con l'arresto da uno a due anni.
"La previsione anche della pena detentiva per chi svolge abusivamente l'attività di parcheggiatore è, per noi che, da decenni, portiamo avanti questa battaglia in difesa della mobilità, della legalità e della vivibilità, una buona notizia", dichiara il Presidente dell'ACI Napoli, Antonio Coppola. "Quanto meno si fornisce alle forze dell'ordine 'un'arma' certamente più idonea a fronteggiare un fenomeno che, in città come Napoli, ha già da troppo tempo, ormai, superato la soglia della tollerabilità". "Resta inteso, naturalmente, - conclude Coppola - che l'arresto va considerato come 'estremo rimedio', essendo la sosta abusiva l'effetto, soprattutto, di una lacuna atavica, ovvero la carenza di offerta di posti auto, ed anche di una piaga storica, cioè la carenza di lavoro. Fermo restando che basterebbe già l'attivazione del servizio di rimozione delle auto in divieto di sosta, intralcianti la circolazione, per ridimensionare considerevolmente questo fenomeno".