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Il vero regalo natalizio? Un sistema di trasporti efficiente


Il vero regalo natalizio? Un sistema di trasporti efficiente

20.12.2018

Il Presidente

Pubblicato sul Mattino

Caro Babbo Natale, sappiamo bene che questi sono, per te, giorni di duro lavoro.  Le richieste sono tante ed esaudirle tutte non è affatto semplice, anche perché sono sempre più impegnative.  Ma tu sei in gamba e pure quest'anno, siamo sicuri, non scontenterai nessuno.  Ed allora, eccoci con la nostra "letterina" sperando nella tua sconfinata benevolenza .
L'automobile, lo sai, è un oggetto "dannato":  da una parte è additata come la "mela del peccato" da cui traggono origine i peggiori "mali" della nostra società, dall'altra, però,  è la prima ad essere "addentata" ogniqualvolta che c'è bisogno di far quadrare i conti pubblici. Gli automobilisti, insomma, devono sempre pagare e portare la croce, senza, tuttavia, avere mai niente in cambio, soprattutto qui a Napoli.  A parte qualche "malato" del volante, che mai rinuncerebbe a spostarsi sulle quattro ruote, neppure per mezzo metro, la stragrande maggioranza, invece, spesso ne farebbe volentieri a meno,  se potesse. Ci riferiamo agli spostamenti quotidiani, in ambito urbano o da pendolari, che andrebbero compiuti a bordo dei mezzi di trasporto collettivo, se solo ci fossero e funzionassero. Ti sembrerà ovvio e banale, ma qui, ahinoi, non è così. A Napoli il servizio pubblico è malandato e basta poco (una  banalissima influenza  di un caposervizio) per paralizzarlo completamente.  Più passa il tempo e più cresce l'agonia in cui versa il settore, senza una rosea prospettiva di miglioramento. All'auto, pertanto, bisogna ricorrere per forza, nonostante i numerosi divieti in città che ne limitano la circolazione, le pessime condizioni delle strade, la carenza di parcheggi, l'assillo degli abusivi  ed i costi di esercizio estremamente elevati, a partire dalla RC Auto, particolarmente iniqua qui al Sud. Non ci sono alternative al mezzo privato, anche perché la speciale orografia della città non agevola gli spostamenti a piedi, ma nemmeno in bicicletta, pur volendo considerare quell'aborto di "pista ciclabile" rimediata con molta approssimazione, giusto per recuperare qualche euro da finanziamenti nazionali finalizzati e dare un tocco "ambientalista" ad una città particolarmente distratta su questo ed altri importanti temi come, per esempio, la sicurezza stradale.
Caro Babbo Natale, le nostre richieste per una città dalla mobilità "normale", in cui uscire di casa per andare al lavoro, a scuola o, semplicemente, per una passeggiata o fare shopping non sia un'ardita scommessa contro il fato, ma l'esercizio di un diritto costituzionalmente sancito e tutelato, potranno sembrarti pretenziose, però, credici, non sappiamo proprio a chi altro rivolgerci. Le istituzioni sono troppo impegnate in logoranti "faide" personali ed in perenni campagne propagandistiche tanto da aver perso di vista il senso della loro "mission" e delle proprie responsabilità. Ma i diritti dei cittadini ad un "habitat" più pulito e sicuro, dove il rispetto delle regole è "la regola", la mobilità è assicurata da un sistema coerente e razionale di modalità di trasporto interagenti tra loro, e l'attività di governo locale viene svolta nel reale interesse della collettività, non possono continuare a riempire le pagine di un libro dei sogni impossibile da realizzare.   
Ci rendiamo conto che non ti stiamo chiedendo un semplice dono, ma un vero e proprio miracolo per il quale meriteresti di essere fatto santo subito, a furor di popolo. Però se ci togli anche questa speranza, non ci resta altro che sprofondare nella disperazione.