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Universiadi serve un piano anti-inquinamento


Universiadi serve un piano anti-inquinamento

11.12.2018

Pubblicato sulla la Repubblica

Una buona notizia. Finalmente il Porto di Napoli è in procinto di dare inizio ad una nuova era "green" con l'elettrificazione delle banchine.  In questo modo, le navi attraccate ai moli, per consentire il funzionamento dei servizi a bordo, potranno spegnere i loro motori ed alimentarsi con l'energia elettrica fornita dall'esterno, riducendo così notevolmente le emissioni inquinanti. Tale impianto di alimentazione, che dovrà essere realizzato entro l'anno venturo, non riguarderà tutte le navi, ma solo quelle della Caremar. Non è molto, però è almeno l'avvio di quella svolta, da noi ripetutamente sollecitata,  peraltro prevista   dal Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica secondo cui "il settore del trasporto marittimo di persone e cose contribuisce all’emissione di sostanze inquinanti nocive per l'aria, costituendo pertanto un problema per le comunità portuali coinvolte".  A tal fine, individua nei sistemi di fornitura di alimentazione elettrica alle navi "una tecnologia efficace non soltanto per la riduzione delle emissioni, ma anche per la riduzione dell’impatto acustico e delle vibrazioni generate dai motori attivi su navi ormeggiate in banchina".  E' evidente, insomma, che,  per ridurre l'inquinamento in una città come Napoli, con un porto in pieno centro urbano, su cui agiscono, altresì, diverse e rilevanti sorgenti ad elevato impatto ambientale, ciascuno deve fare la sua parte, riconoscendo le proprie responsabilità. E, come l'industria dell'auto sta lavorando alacremente per produrre veicoli sempre più puliti ed orientati all'alimentazione elettrica (le immatricolazioni delle elettriche e ibride sono aumentate, nell'ultimo anno, del 46% in Italia e del 43% a Napoli), parallelamente dobbiamo pretendere analogo impegno anche dagli altri settori, in primis  porto ed aeroporto, compresi quelli non riconducibili ai trasporti come gli impianti di riscaldamento, le attività industriali, la cantieristica,  le attività commerciali che fanno largo uso di legna bruciata ecc. Solo interagendo sulle varie fonti di emissioni inquinanti è possibile conseguire risultati significativi in vista di un ambiente più salubre.
Intanto, l'anno venturo ci attende un appuntamento esaltante ed impegnativo al tempo stesso: le Universiadi che, per il particolare disegno organizzativo prescelto, costituiranno un evento a forte  impatto sull'ambiente e la mobilità cittadina. La tardiva decisione, infatti, di ospitare sulle navi le delegazioni sportive partecipanti alla manifestazione internazionale in programma a luglio implicherà serie conseguenze sull'inquinamento e sul traffico, in particolare nel centro di Napoli, tanto più che, per tale appuntamento, non sarà neppure pronta l'elettrificazione delle banchine destinata alla Caremar.  Le grandi navi ferme nel Porto saranno costrette a "lavori forzati" per garantire massimo confort ed efficienza ai 7mila atleti ospitati, con la conseguenza che il surplus di energia richiesto comporterà, inevitabilmente, un'eccedenza  sul piano delle emissioni e dei rumori per niente trascurabile. Se a ciò aggiungiamo l'incremento dei volumi di traffico dovuti allo spostamento quotidiano delle delegazioni dal Porto ai vari impianti sportivi, dove sono in programma le gare agonistiche, si comprende che le preoccupazioni sono pienamente fondate, vista l'assenza, sinora, dal dibattito sulle Universiadi, di espliciti piani operativi finalizzati a fronteggiare queste criticità.
Non vorremmo, insomma, che tali problematiche venissero affrontate con la solita  approssimazione dell'ultimo momento e con  gravi ripercussioni sull'intera collettività. Questa è una città che va in tilt semplicemente per l'assenza di tre capiservizi malati, senza i quali le funicolari non possono funzionare, figuriamoci cosa potrebbe accadere in quei giorni in mancanza di una seria programmazione, in termini di piani di traffico ed antinquinamento.