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Se lo smog a Napoli non è (solo) colpa delle auto


Se lo smog a Napoli non è (solo) colpa delle auto

23.05.2018

Il Presidente

Pubblicato sul MATTINO


Il recente Convegno sull'inquinamento atmosferico a Napoli, organizzato dall'Università Federico II, con la partecipazione di eminenti esperti del settore, ha ancora una volta accertato che il deterioramento della qualità dell'aria è causato da diversi fattori, non tutti risalenti, come più volte da noi chiarito su questo giornale, alla mobilità ed in particolare a quella automobilistica. Infatti, è stato confermato definitivamente e scientificamente, con precise percentuali, che la presenza nel perimetro urbano del Porto e dell'Aeroporto contribuisce notevolmente all'inquinamento atmosferico.
Naturalmente il settore del trasporto stradale, quello pubblico ancora più obsoleto di quello privato, ha le sue responsabilità per l'elevata età media dei veicoli circolanti, ma soprattutto per la pessima organizzazione del traffico in città. Il problema, infatti, non è di quantità - la densità automobilistica a Napoli è inferiore a quella nazionale - ma di qualità, intendendo con ciò  il caos che regna sulle strade urbane, favorendo la concentrazione delle sostanze inquinanti, a causa della mancata realizzazione ed attuazione dei piani di settore.
In primis il piano parcheggi, stante la penuria di offerta rispetto al fabbisogno di una metropoli di circa 3 milioni di abitanti con un parco di oltre 1.700.000 vetture. Centomila posti-auto, tra aree pubbliche e private, sono del tutto insufficienti rispetto alla domanda, specialmente se si considera che, di questi, 23mila sono ricavati da spazi (strisce blu) sottratti alla carreggiata e, quindi, alla circolazione, a tutto svantaggio della scorrevolezza del traffico. Non solo, ma la carenza di parcheggi oltre ad incidere negativamente sulla viabilità, alimenta pure un altro grave problema: la sosta irregolare gestita dai posteggiatori abusivi assurti, da tempo, a veri e incontrastati proprietari di intere strade e piazze. Un fenomeno che, negli anni, ha potuto espandersi vertiginosamente, complice l'ignavia dell'Amministrazione comunale incapace di bloccare sul nascere il legame perverso tra automobilisti ed abusivi, attraverso l'attivazione di un servizio di rimozione delle auto in divieto di sosta con intralcio alla circolazione.
Tutto ciò si innesta in un cotesto caratterizzato da strade dissestate per sistematica carenza di manutenzione, segnaletica precaria, trasporto pubblico fatiscente, organici sottodimensionati della Polizia Municipale e, dulcis in fundo, l'assenza di un piano della mobilità capace di gestire razionalmente tutti questi aspetti. Con la triste conseguenza che la terza città d'Italia si conferma simbolo della "mobilità negata", capitale dell'anarchia e dell'antagonismo istituzionale.