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Universiadi, l'errore della Mostra


Universiadi, l'errore della Mostra

10.05.2018

Il Presidente

L'organizzazione delle Universiadi a Napoli non è iniziata sotto una buona stella. Ed il prosieguo dei preparativi  sembra confermare oscuri presagi. Contrariamente alle aspettative ed al buon senso la sede del villaggio olimpico sarà la Mostra d'Oltremare. Una scelta fortemente criticata da uno stuolo di qualificati urbanisti, ingegneri ed architetti di affermata esperienza e indubbie capacità, i quali ne  hanno evidenziato le catastrofiche conseguenze nell'immediato e nel futuro.
L'iniziale ipotesi di ospitare i giovani atleti con le rispettive delegazioni su navi ormeggiate al Porto di Napoli aveva sollevato diversi dissensi sotto molteplici punti di vista, ma l'alternativa della Mostra, partorita nel tempo record di due giorni, è addirittura peggiore. Evidentemente non sono stati valutati attentamente  tutti i rischi di questa decisione. Un sito storico e monumentale, uno dei pochi polmoni verdi dell'area occidentale, sarà, infatti, destinato ad essere deturpato e sventrato dalla posa di prefabbricati che, per  quanto temporanei,  lasceranno cicatrici profonde e, con ogni probabilità, indelebili. "Passato il Santo, passata la festa" dice il proverbio. E così sarà anche in questo caso, con uno spazio sfigurato che, prima di essere restituito alla normalità, dovrà presumibilmente attendere anni se non lustri. Non è pessimismo il nostro, ma l'amara riflessione derivante dalla constatazione di ciò che accade quotidianamente in questa città. Che fine hanno fatto, per esempio, i "baffi" temporanei della scogliera a via Caracciolo realizzati per la Coppa America? Sono ancora lì dopo cinque anni in barba ai vincoli ambientali ed alle norme vigenti che ne impedivano l'esecuzione. Ed anche il sottopasso di piazzale D'Annunzio, realizzato in occasione dei Mondiali '90, continua a versare in condizioni critiche: è sempre allagato o chiuso quando piove. Figuriamoci cosa mai potrà succedere, per dirne una, alle numerose specie arboree presenti nel Parco della Mostra, prima, durante e dopo le Universiadi! Qui da noi è già complicato ripristinare lo stato dei luoghi dopo un banale lavoro effettuato nel sottosuolo  (le tracce mal coperte sull'asfalto restano per anni), come possiamo illuderci che gli invasivi e radicali interventi previsti nella Mostra d'Oltremare saranno rimossi in breve tempo e senza lasciare segni duraturi?
Ma non è tutto. Qualcuno si è interessato dell'impatto sulla mobilità e sulla vivibilità dell'area occidentale conseguente al flusso quotidiano di circa 8mila persone, fra atleti ed accompagnatori? Fuorigrotta e l'intera zona flegrea vanno in tilt se si organizza un concorso pubblico alla Mostra d'Oltremare o all'università di Monte Sant'Angelo, anche solo per poche centinaia di persone. Sulla base dell'esperienza diretta (la sede dell'ACI è proprio a piazzale Tecchio), non è perciò azzardato ipotizzare, in quel periodo (3-14 luglio 2019), la paralisi della circolazione e dei trasporti. Questo prestigioso  evento sportivo internazionale, infatti, non si esaurirà nell'arco di un giorno, ma durerà  almeno due settimane tra arrivi e partenze delle delegazioni coinvolte.
Spiace dover riscontrare che, ancora una volta, siamo partiti con notevole ritardo, sperando che con i poteri speciali il Commissario potesse recuperare il tempo perso. Ma, anche dopo la nomina, non ci sembra che si siano accelerate le procedure per sfruttare un'occasione utile al rilancio della città. Purtroppo,  l'improvvisazione continua ad essere il metro della nostra cultura di governo: mai un piano ponderato, una programmazione razionale delle attività e delle iniziative da intraprendere, ma solo scelte impulsive dettate dall'urgenza di trovare una soluzione, quasi sempre, tampone e, quindi, per niente giusta e risolutiva.