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II progetto Bagnoli di Lamont Young


II progetto Bagnoli di Lamont Young

01.08.2017

Il Presidente

Pubblicato sulla Repubblica

Il progetto di riqualificazione, o meglio di rigenerazione urbana, di Bagnoli sembra, finalmente,   pronto a decollare ora che si è giunti alla sospirata intesa istituzionale tra Governo, Regione e Comune. Si tratta di un passo importante perché su quell’enorme area si gioca una partita della massima importanza per il futuro di Napoli e non solo. La sua valorizzazione può costituire un potente impulso per il rilancio economico, occupazionale e sociale di una città-regione sempre più schiacciata sulle emergenze e poco propensa all’attuazione di strategici programmi di rinnovamento urbanistico.
Eppure, proprio l’area ex Italsider, che da un quarto di secolo giace in uno stato di avvilente abbandono, più di un secolo orsono, era stato oggetto di attenzione di un grande ingegnere italo-inglese Lamont Young, peraltro fondatore dell’Automobile Club Napoli, che definì, in epoca non sospetta, un progetto ambizioso di rivalutazione di quel territorio in chiave turistica.
In particolare, egli prevedeva la realizzazione di un innovativo sistema di trasporto, la metropolitana, nonché di un nuovo quartiere ad occidente della città: il rione “Venezia”  costituito da un insieme di isole divise da canali navigabili, raggiungibile attraverso un traforo di 2 chilometri che avrebbe collegato S. Lucia ai Campi Flegrei. Questo grande canale, navigabile con bateaux mouches, avrebbe raggiunto la zona ex Italsider dove sarebbe dovuto nascere un quartiere residenziale a scarsa densità abitativa,  ma con stabilimenti balneari e termali, giardini, zone terrazzate, un’incantevole spiaggia, un giardino zoologico e due laghi artificiali. Presso uno dei due laghi sarebbe stato costruito il Gran Palazzo di Cristallo con lo scopo di incoraggiare le arti napoletane. In questa idea era già contenuta l’ipotesi che un secolo dopo avrebbe portato, proprio a Bagnoli, alla costruzione dell’odierna Città della Scienza. Infatti, il Palazzo di Cristallo doveva rappresentare una sorta di tempio dedicato alla scienza, in cui insegnare, diceva Lamont Young , “al popolo la genesi del mondo, dell’uomo, delle arti”, insomma “un posto dove insegnare l’evoluzione dell’uomo”.
Ma quanto ipotizzato dall’eclettico ingegnere non ebbe seguito, anche perché il peso della politica assegnò a quell’area un destino di tutt’altra specie – l’industria siderurgica - che la storia ha poi finito col bocciare. A distanza di più di 130 anni, il progetto di Lamont Young torna ad essere di grande attualità, dimostrando  che non era affatto utopistico. Ne è conferma la stessa storia della già realizzata metropolitana ed il cui progetto prevedeva la possibilità, tuttora valida, di congiungere la stessa  con il nuovo quartiere di Bagnoli, sino al Rione Terra di Pozzuoli.  Diversa e ancora in attesa di definizione è, invece, la sorte dell’area flegrea del dopo Ilva che, ad oggi, continua ad essere uno spazio inutilizzato in uno scenario incantevole, unico al mondo. Di fronte a Nisida, infatti, persiste un’ampia landa desolata, sinora teatro di paralizzanti scontri politici e consistenti interessi economici a danno di una città che proprio da lì dovrebbe far partire il suo rinascimento. La storia, però, sembra prossima a cambiare e dopo l’importante accordo istituzionale raggiunto sulla bonifica e rigenerazione urbana di questo territorio si può tornare nuovamente a sperare, sempre che si lavori d’ora in avanti senza sosta e con unità d’intenti. Non possiamo più permetterci di sprecare altro tempo!