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Sosta e trasporti: aumenti dannosi


Sosta e trasporti: aumenti dannosi

01.04.2017

Il Presidente

Pubblicato sul quotidiano Roma

Ci sono decisioni che, sebbene impopolari, vanno comunque prese per senso di responsabilità. E’ il caso del piano di “salvataggio” dell’Anm che prevede, fra l’altro, un significativo aumento dei ticket non solo del trasporto pubblico, ma anche della sosta, essendo la gestione delle strisce blu e dei parcheggi in silos di competenza della società interamente partecipata dal Comune di Napoli. L’obiettivo è quello di salvare l’azienda ed il personale da un tracollo altrimenti inevitabile. Tuttavia, lo strumento della leva tariffaria, così come progettato, con un generale e indifferenziato ritocco del costo dei biglietti, ci convince poco, in quanto difficilmente sortirà gli effetti auspicati. Anzi, addirittura potrebbe comportare una contrazione del numero sia dei passeggeri dei mezzi pubblici che dei fruitori dei parcheggi.
L’interazione dei piani tariffari dei trasporti e della sosta, infatti, è fondamentale per una razionale gestione della mobilità, costituendo  meccanismi strategici attraverso cui incentivare il ricorso al mezzo pubblico da un lato e scoraggiare l’uso dell’auto dall’altro. In quest’ottica, il rincaro del costo della sosta anche nei parcheggi di interscambio (quelli cioè in prossimità delle stazioni della metropolitana o della cinta urbana) ci sembra una scelta contraddittoria che, addirittura, induce i cittadini, soprattutto quelli provenienti dalla provincia, ad incrementare l’uso dell’auto. E ciò perché non trovano più conveniente lasciare  la propria vettura in queste strutture per proseguire il viaggio col trasporto pubblico, stante anche le note criticità in cui versa questo servizio. Più efficaci, semmai, sono gli aumenti tariffari relativi agli stalli ricadenti nel centro città che servono proprio a disincentivare l’accesso nella “city” o, quanto meno, la sosta prolungata. Diverso è, poi, il caso dei residenti, per i quali la stangata sull’abbonamento annuale del permesso di sosta potrebbe anche essere accettata se confrontata con l’attuale costo mensile di un posto auto in un garage privato. Purtroppo, però, l’offerta di strisce blu è talmente limitata nella nostra città che, alla fine, si corre il rischio di pagare a vuoto, senza, cioè, certezza di parcheggiare. E, così, l’insufficiente disponibilità di posti-auto, insieme alla mancanza di controlli, alle carenze del servizio di rimozione delle vetture in divieto di sosta che intralciano la circolazione, ed alla inconsistenza delle norme vigenti, finiscono con l’alimentare l’insopportabile fenomeno degli abusivi. Una forma di illegalità che, ahinoi, in molti casi, è pure tollerata perché, comunque, concorre a risolvere i problemi della penuria di sosta, per gli automobilisti, e del lavoro, per i disoccupati.       
Per quanto riguarda il rincaro del biglietto del bus, difficilmente questa misura contribuirà a migliorare l’offerta, essendo, invece, una decisione volta, soprattutto, a ridurre il disavanzo di bilancio. Anche in questo caso, infatti, ci sono fondate possibilità che l’incremento dei prezzi rischi di contrarre la domanda con scarsi risultati sul piano del risanamento economico. Perciò, occorre parallelamente pure una incisiva riorganizzazione del servizio per renderlo più efficiente e, soprattutto, per debellare la grande piaga dell’evasione tariffaria. Altrimenti, il mero aumento del “titolo di viaggio” rischia di allontanare sempre più i cittadini dal trasporto pubblico a favore di altre e insostenibili modalità di spostamento.