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Infrastrutture, Sud fanalino di coda


Infrastrutture, Sud fanalino di coda

15.12.2015

ReportAci

L'Italia è tra i Paesi europei che investono di meno in infrastrutture e ben 15 regioni italiane si collocano oltre il centesimo posto nella classifica della dotazione infrastrutturale delle 270 regioni europee. In questa classifica, la prima regione italiana è la Lombardia, al 44° posto, ultime Calabria (211° posto) e Sardegna (231° posto). La Campania, invece, si ferma al 112° posto, ma è quella  più attrezzata fra le regioni meridionali. Sono, questi, alcuni dei dati più eclatanti che emergono dal Rapporto "Problemi e prospettive dei trasporti e della logistica in Italia" realizzato dall'Ufficio Studi Confcommercio in collaborazione con Isfort. Dall’indagine, emerge altresì che l'Italia è di fatto spaccata in due anche in termini di accessibilità, ovvero di facilità di raggiungere determinati territori utilizzando le infrastrutture di trasporto esistenti: ad eccezione del Trentino Alto Adige, infatti, tutte le regioni del Nord, con Piemonte e Lombardia in testa, si collocano sopra la media nazionale, mentre quelle del Sud, con Basilicata e Sardegna in coda, ben al di sotto. La Campania è quint’ultima con un indice di accessibilità pari a 46,9 contro una media nazionale di 52,5.
Le carenze infrastrutturali del nostro Paese, con particolare riferimento alla dotazione trasportistica, sono l’inevitabile conseguenza anche di un’altra dura realtà:  l’Italia si posiziona da tempo in fondo alla classifica europea relativa agli investimenti fissi nelle infrastrutture. La contrazione progressiva delle risorse pubbliche rappresenta un fenomeno strutturale dell’economia nazionale, testimoniata dalla riduzione della spesa pubblica consolidata in conto capitale nel settore dei trasporti di circa il 50% nel periodo compreso tra il 2000 ed il 2013  e da un costante abbattimento dei finanziamenti stanziati per tali opere nei bilanci dello Stato dal 2004, quando si attestavano oltre gli 80 miliardi di euro, fino all’ultimo bilancio di previsione
dell’anno in corso, nell’ambito del quale sono stati stanziati meno di 15 miliardi di euro. Non è un caso, quindi, se l’indice relativo alla qualità delle infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali ed aeree percepita dai cittadini e dalle imprese che le utilizzano, nel nostro Paese è particolarmente basso soprattutto se confrontato con quello dei principali Stati dell’Unione Europea.
Il traffico merci nei porti italiani, inoltre, ci pone al terzo posto dopo Olanda e Inghilterra, ma in calo del 6% rispetto al 2013, mentre per le operazioni di import/export di merci, in Italia, tra procedure amministrative, controlli doganali e movimentazioni, occorrono mediamente 18,5 giorni, il triplo dell'Olanda e il doppio di Belgio, Germania e Spagna. Infine, i rallentamenti nel traffico container incidono sulla creazione di ricchezza: negli ultimi 10 anni il valore aggiunto generato dai porti di La Spezia e Genova è stato, rispettivamente, di 380 e 40 milioni di euro, mentre il porto di Anversa ha generato ricchezza per 4,6 miliardi di euro, Rotterdam per 4 miliardi e Amburgo per 3,5 miliardi.
All’indagine della Confcommercio sui trasporti e le infrastrutture è dedicato un ampio servizio pubblicato sull’ultimo numero di Mondoauto, la rivista dell’Automobile Club Napoli, diretta da Antonio Coppola. In primo piano, anche due importanti questioni intorno alle quali si gioca il futuro e la vivibilità dell’area flegrea, ovvero il destino dell’ex area Italsider e quello dello Stadio San Paolo. Lo scandalo del “dieselgate”, il commento su alcune sentenze della Cassazione in materia di omicidio stradale, un’indagine sulla vetustà del parco circolante napoletano ed un’intervista all’attrice Veronica Mazza completano la rivista che è inviata in abbonamento postale a tutti i Soci dell’ACI Napoli ed è in distribuzione gratuita presso la sede del Club in piazzale Tecchio 49/d e nelle sue Delegazioni presenti in città e provincia. Mondoauto, con la presentazione di tutti i servizi ed i vantaggi offerti dall’associazione all’ACI, è consultabile anche on line all’indirizzo www.napoli.aci.it.