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Allarme continuo, rimedio inutile – Buche, serve programmazione


13.02.2015

Il Presidente

Pubblicato sul quotidiano Il Mattino

Ci sono notizie che, a prima lettura, sembrerebbero dare un filo di speranza in vista di un nuovo corso fondato su una fattiva partecipazione della cittadinanza all’amministrazione della “cosa pubblica”. Ci riferiamo, per esempio, alla task-force attivata dal Comune di Napoli per la riparazione delle buche stradali ed alle relative procedure messe in campo per la segnalazione dei dissesti. Una buona iniziativa che, però, deve scontrarsi con la dura realtà di una città ferita e sventrata a causa di anni di immobilismo in tema di pianificazione della mobilità, vera madre di tutti i problemi che gravano in questo settore. In pratica, ci troviamo, come sempre, nell’ambito degli espedienti di emergenza utili a tamponare straordinarie situazioni di difficoltà, ma non certo le copiose voragini disseminate lungo l’intera rete viaria cittadina. In queste condizioni non c’è task-force che tenga: questa, infatti, può funzionare ed essere efficace là dove agisce come pronto intervento per riparare crepe improvvise, ma a Napoli si tratta di una lotta impari contro un generale e sconfortante stato di disfacimento delle strade. Le segnalazioni dei cittadini, pertanto, saranno destinate ad essere ignorate perché c’è troppa sproporzione tra i casi su cui intervenire e le forze in campo per provvedervi. Senza considerare che la politica del “rattoppo” ha vita breve, con la conseguenza che dopo una giornata di pioggia o, nel migliore dei casi, trascorsa qualche settimana, ci si ritrova nuovamente al punto iniziale, con le buche che fanno capolino nel medesimo posto del piano stradale.
E sarà sempre così, in mancanza di una seria programmazione di manutenzione, ordinaria e straordinaria, degli assi viari e, ancor più, di un severa attività di controllo sulla qualità e durata degli interventi effettuati. Quell’assenza di pianificazione che, come si accennava in precedenza, è un po’ il leitmotiv che caratterizza la gestione della mobilità cittadina per la quale è dovuto intervenire persino il Tar della Campania, dando ragione ad un gruppo di commercianti che si erano opposti alla fatidica Ztl del Mare (oggi ancora sospesa). Nella fattispecie, il tribunale amministrativo ha accolto le motivazioni del ricorso sostenendo che mancano i presupposti per l'istituzione di una ztl a pagamento per carenza di un piano generale del traffico aggiornato ed efficace. Già, il fantomatico PUT, prescritto dall’articolo 36 del Codice della strada, di cui, dopo l’ultimo aggiornamento del 2004, si sono ormai perse le tracce al pari del Piano urbano dei parcheggi del ’98 che, oggi, è divenuto semplicemente un reperto preistorico per un ipotetico museo delle inadempienze della Pubblica Amministrazione. Per non parlare del Piano urbano della mobilità e di quello della sicurezza stradale che non sono mai stati realizzati.
Certo, si potrà obiettare che i piani non sono soluzioni immediate, se non fosse che le tante emergenze da cui la città è afflitta nascono proprio dall’assenza di programmazione e fin quando non si completa o, peggio, non si inizia addirittura questa attività ci troveremo sempre a dover vivere in queste condizioni. La storia, recente e passata, è piena di provvedimenti e misure di traffico varate senza una vera e propria politica complessiva di governo della mobilità: decisioni estemporanee, misure tampone rivelatesi sistematicamente inefficaci alla prova dei fatti, con tanto di successivi correttivi e revisioni che finiscono col creare confusione e disorientamento  tra i cittadini e gli stessi tutori della legge. E  persino quando si prova a fare una programmazione un po’ più a lungo termine, come nel caso delle domeniche ecologiche, comunque l’incertezza regna sovrana: infatti, la delibera di giunta ne stabilisce una al mese, precisamente la prima domenica del mese, ma da dicembre non è più così. Con questi comportamenti ondivaghi e irrazionali, senza un’analisi seria dei problemi e, soprattutto, delle soluzioni, difficilmente si possono compiere passi in avanti per il perseguimento di una mobilità efficiente, sicura e responsabile.