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La battaglia con armi spuntate contro i parcheggiatori abusivi


La battaglia con armi spuntate contro i parcheggiatori abusivi

18.02.2015

Il Presidente

Pubblicato  sul quotidiano “la Repubblica”

La sosta abusiva costituisce, oramai, una piaga storica della città – dal fatidico sequestro delle strade e delle piazze da parte della magistratura nel lontano 1992 – e fa parte, a pieno titolo, dei mali endemici ai quali i napoletani, e le stesse autorità, si sono talmente abituati e talvolta compiaciuti, tanto da non fare più notizia, se non fosse per il solito bollettino del dopo weekend sui risultati dei controlli effettuati dalle forze dell’ordine. L’elenco è vario tra sanzioni per guida in stato di ebbrezza, assenza della copertura assicurativa o addirittura della patente ed altre “amenità” tra cui spicca la repressione della sosta abusiva, con tanto di sequestro del “bottino” incassato dai “guardiamacchine” fuorilegge. In genere, si tratta di cifre irrisorie perché, ormai, questi scaltri figuri, già di per sé nullatenenti, hanno capito che per sfuggire alla “trappola” del comma 15-bis dell’articolo 7 del Codice della Strada, bisogna disfarsi subito del malloppo guadagnato sulla pelle di automobilisti più o meno consenzienti.
Il fenomeno è dilagante e tocca il suo apice nei fine settimana nelle zone della movida oppure intorno allo stadio San Paolo, in occasione delle partite di calcio. Ma negli altri giorni la situazione non è certamente più rosea, soprattutto nelle aree maggiormente frequentate come quelle ospedaliere, universitarie e degli uffici pubblici in generale. La presenza del parcheggiatore abusivo è diventata una realtà alla quale piano piano ci si è assuefatti, anzi molte volte fa comodo: risolve, sebbene illecitamente, il problema della sosta. Per questo motivo spesso è tollerato, in certe circostanze addirittura ricercato, ma talvolta anche mal sopportato da chi proprio non riesce a mandar giù questa sorta di “taglieggiatore”, ben sapendo che opporvisi è molto rischioso come gli ultimi episodi di cronaca, trasmessi anche in rete, dimostrano.
In queste condizioni, spiace dover constatare che gli sforzi ed i costi sostenuti dalla collettività per sostenere tali operazioni di controllo alla fine diano blandi risultati. Gli “abusivi” sono sempre al solito posto, continuando imperterriti nella loro opera di estorsione quotidiana. Per carità, è un’opera meritoria quella delle forze dell’ordine ma non risolutiva di questo specifico problema.
Come arginare il fenomeno? Lo abbiamo detto e ripetuto in tutte le sedi: bisogna intervenire sistematicamente con il servizio di rimozione delle auto in sosta vietata. Solo così è possibile rompere il “patto” che lega l’abusivo all’automobilista bisognoso di parcheggio. Quando questi, al ritorno, non troverà più la sua vettura eviterà, la prossima volta, di lasciarla a persone o in posti non autorizzati. E così il posteggiatore di turno non costituirà più una “garanzia” contro il rischio di sanzioni. Non serve, dunque, nessuna ricetta trascendentale, ma semplicemente applicare le disposizioni già previste dal Codice della Strada. Eppure, non si capisce il perché, a Napoli i “carri-gru” non vengono utilizzati. Il servizio latita, né dal Comune provengono segnali di speranza. La rimozione coatta dei veicoli è argomento tabù, tanto da preferire ad essa addirittura le ganasce che invece di rimuovere la vettura ostacolo alla circolazione la bloccano addirittura. Esattamente il contrario  di quanto  prevede lo stesso Codice.
Sì è vero, bisogna andare ad affrontare la vera causa del fenomeno che è la esiguità dell’offerta di sosta regolare – libera e a pagamento – che si risolve solo costruendo parcheggi in sotterranea o in sopraelevata e non con le famose “strisce blu” che sottraggono spazi alla carreggiata destinata dal Codice alla circolazione. Ma anche qui l’amministrazione comunale è completamente assente.