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Vita dura per i pendolari


Vita dura per i pendolari

30.12.2013

AutoAci

I soliti vecchi treni sono diminuiti, non perché siano stati sostituiti dai nuovi, ma perché sono stati tagliati e, quindi, quelli rimasti sono sempre più affollati. Per i pendolari il servizio offerto non fa che peggiorare: dal 2009 ad oggi, mentre i passeggeri sono aumentati del 17%, le risorse statali per il trasporto regionale si sono ridotte del 25%. A denunciare lo stato di disagio dei 3 milioni di persone che ogni giorno prendono il treno per andare a lavorare o a studiare, è la consueta indagine sui trasporti pubblici di Legambiente – Pendolaria 2013 -  da cui emerge che,  per la prima volta in 10 anni, è calato dell’1,4% il numero dei passeggeri sulle linee ferroviarie regionali. In particolare, in Campania – dove, dal 2010 a oggi, sono stati effettuati complessivamente tagli al servizio del 19%, con punte di circa il 50% su alcune linee - il numero dei viaggiatori è sceso a 310mila contro i 395mila dello scorso anno e i 467mila del 2011. Gli ultimi tre anni sono stati il periodo più nero nella storia dei trasporti ferroviari locali e per la vita dei pendolari. Nel 2013 molte regioni hanno deciso di tagliare i servizi e di aumentare il costo dei biglietti che, in Italia, è comunque in media molto più basso rispetto agli altri Paesi europei. Nel 2009 il totale dei fondi disponibili per i trasporti su gomma e su ferro corrispondeva a circa 6,1 miliardi di euro; nel 2013, invece, questa voce si è fermata a poco più di 4,9 miliardi. Ulteriori contrazioni di spesa  sono stati poi effettuati dalle Regioni: in media appena lo 0,4% del bilancio viene destinato ai trasporti pubblici. Le situazioni più gravi si registrano in Piemonte, Lazio e Campania dove tale quota scende sotto lo 0,3%.