Sei in: Home > Attività > Rubriche > Regolarizzare il trasporto merci: serve l'impegno delle istituzioni

Rubriche della categoria: Il Presidente

Regolarizzare il trasporto merci: serve l'impegno delle istituzioni


Regolarizzare il trasporto merci: serve l'impegno delle istituzioni

18.12.2007

Il Presidente

Pubblicato sul quotidiano: Il Denaro

Lo sciopero degli autotrasportatori, che ha tenuto in ostaggio per alcuni giorni l’intero Paese, creando forti disagi alla popolazione, induce ad alcuni spunti di riflessione sul sistema della mobilità commerciale, la cui fragilità è tutta condensata in un dato: il 65% del trasporto merci avviene su strada. Secondo il Conto Nazionale dei Trasporti e delle Infrastrutture, dal 1990 al 2006 la composizione percentuale del traffico totale interno di merci è rimasta pressoché invariata, con una netta prevalenza della “gomma” sulle altre modalità (sistemi ferroviari, oleodotti, vie d’acqua e navigazione aerea) che, tutte insieme, racimolano un esiguo 35%. Se a ciò si aggiunge che nel settore dell’autotrasporto le statistiche tengono in considerazione solo gli spostamenti di merce realizzati da vettori nazionali con origine e destinazione interne al territorio italiano e, peraltro, con raggio d’azione superiore a 50 chilometri, si intuisce che lo squilibrio è ben più marcato: circa il 90% a favore del trasporto su strada. Ne consegue che in un sistema così sbilanciato gli attori, frammentati in una miriade di micro-imprese (i cosiddetti padroncini) in perenne difficoltà all’interno di un mercato dove le grandi aziende dettano legge, finiscono con l’assumere un ruolo rilevante nel momento in cui si uniscono per far sentire le loro ragioni, talvolta anche con metodi e strumenti illegali. Purtroppo, però, le loro istanze, per quanto comprensibili, non possono trovare risposta in provvedimenti provvisori, perché il problema è di carattere strutturale  e, come tale, può essere affrontato solo con un ampio e coraggioso processo di riforma. Occorre, cioè, investire in infrastrutture alternative alla strada per riorganizzare il sistema della distribuzione, in modo da assicurare più efficienza e competitività alle imprese.
In gioco c’è anche un altro aspetto importante che non può essere trascurato: la sicurezza. Il discorso è analogo a quello del trasporto passeggeri: troppi veicoli in circolazione, rispetto alla capacità di assorbimento della rete viaria, provocano pesanti diseconomie, nonché gravi ripercussioni in termini ambientali e di incidentalità stradale. Al fine di migliorare la vivibilità, soprattutto nei contesti urbani, da più parti si sollecitano interventi volti ad incentivare il trasporto pubblico e, nel contempo, a dissuadere  i cittadini  dall’usare il mezzo privato. Questo significa realizzare un piano articolato di interventi (parcheggi, corsie preferenziali, potenziamento del trasporto collettivo, soprattutto su ferro ecc.) e di coerenti provvedimenti (zone a traffico e sosta limitate, aree pedonali, regolamentazione delle operazioni di carico e scarico delle merci, ecc.) orientati al perseguimento di tale obiettivo.
Analogamente, nel settore del trasporto merci occorrono iniziative tese a decongestionare strade ed autostrade dal flusso insostenibile dei grandi veicoli commerciali. La presenza “ingombrante” dei Tir, infatti, non solo compromette la scorrevolezza del traffico, ma rischia anche di provocare gravi incidenti,  spesso a causa  dei ritmi di lavoro disumani  imposti agli autotrasportatori da inaccettabili condizioni di sfruttamento consentite da un mercato che li tutela poco o nulla. In più, bisogna considerare l’elevato impatto ambientale prodotto da un parco circolante non proprio giovane: il 44% degli autocarri, infatti, ha più di dieci anni e ciò si riflette negativamente in termini di emissioni di polveri e monossidi di carbonio.
Di fronte a questo stato di criticità, il minimo che ci si deve attendere è un impegno politico teso, da un lato, a favorire una più efficace organizzazione della distribuzione delle merci sul territorio e, dall’altro, a promuovere una razionalizzazione del sistema dei trasporti, in cui il riequilibro tra le varie modalità diventi l’obiettivo primario da raggiungere.