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Più sicurezza stradale con i valori della legalità


Più sicurezza stradale con i valori della legalità

08.12.2007

Il Presidente

Pubblicato sul quotidiano: Il Roma

Siamo sinceri: è difficile, per non dire scoraggiante, parlare di sicurezza stradale, di educazione alla legalità, di rispetto del prossimo e dell’ambiente, quando la cronaca porta continuamente alla ribalta fatti raccapriccianti o, nel migliore dei casi, disdicevoli. Episodi di minori che uccidono per futili vendette, di bulli che seminano il terrore nelle scuole o di  automobilisti criminali trasformati in testimonial promozionali  non sono fenomeni isolati, come a qualcuno piacerebbe pensare per scrollarsi di dosso il problema, ma costituiscono, invece, la punta di un iceberg, un sintomo forte e chiaro del malessere dei nostri tempi che dilaga e narcotizza le coscienze.
Ci troviamo di fronte ad una deriva culturale e morale che esprime la carenza di modelli sani e stabili di riferimento, con la conseguenza che ad essere premiati, perché fanno notizia e danno ad essi visibilità, sono proprio i comportamenti che travalicano il limite  del pudore, del buon senso e calpestano i più inviolabili diritti come quello alla vita.
Alla seduzione della forza selvaggia e fine a se stessa, bisogna avere il coraggio di opporsi, di dire “no”, anche a costo di apparire “bacchettoni” e moralisti, perché, continuando a relativizzare tutti i valori ed i capisaldi del nostro “ordinamento” etico, si rischia di promuovere un permissivismo senza frontiere, dove tutto è lecito ed ammissibile, basta semplicemente saper “confezionare” i misfatti. Ma la comunicazione senza contenuti edificanti è solo cattiva pubblicità che confonde gli animi e nasconde un lacerante vuoto riempito, di volta in volta, da episodi di teppismo, di insofferenza per i diversi da noi,  di violenza sui più deboli e gli indifesi.
Scuola e famiglia non sembrano più in grado di reggere da sole il ruolo guida che un tempo veniva loro riconosciuto unanimemente, e sulla solitudine di docenti e genitori si impone la forza del gruppo, della banda, del branco: l’incapacità degli adulti di dare risposte convincenti ai propri figli, di dialogare con loro, di saper affrontare ed interpretare i rapidi mutamenti che interessano la nostra società, spingono i minori al “fai da te” con i pessimi risultati di cui i mass-media, quasi a cadenza giornaliera, non mancano di informarci. Non basta saper smanettare su internet ed avere dimestichezza con le tastiere multimediali per essere pronti ad affrontare le insidie del mondo.
In questo avvilente contesto, tuttavia, non mancano gli esempi positivi che vanno sostenuti e incoraggiati. Il valore della cultura è la migliore “arma” su cui fare affidamento, purché si sappia individuare ed utilizzare il linguaggio giusto per dialogare con chi ci ascolta. Benigni insegna: nulla è impossibile, neanche parlare di Dante e declamare la Divina Commedia in televisione, riuscendo a catturare l’ascolto e l’attenzione di milioni di spettatori. Sono queste le opportunità che dobbiamo creare e sviluppare: i nostri ragazzi hanno bisogno di modelli formativi che non possono essere soltanto quelli del consumismo e dell’effimero.
Quando, in occasione del centenario della fondazione del nostro Club, abbiamo lanciato una campagna di sensibilizzazione sulla legalità, promuovendo il rispetto delle regole per una mobilità più sicura e responsabile, abbiamo voluto coinvolgere l’intera società nelle sue diverse articolazioni: istituzioni, enti locali, autorità civili, militari e religiose, associazioni di categoria, personalità del mondo politico, giuridico, della cultura, dello sport e dello spettacolo. L’obiettivo è quello di impegnare ciascuno degli aderenti a contribuire in prima persona, nelle relazioni della propria vita sociale e lavorativa, all’affermazione del valore della legalità. Niente di trascendentale, una iniziativa semplice per ribadire che solo mediante lo sforzo congiunto della parte sana della società è possibile veicolare messaggi chiari e persuasivi che possano essere d’esempio per le nuove generazioni.
E’ questa la battaglia più dura che ci attende: noi adulti dobbiamo recuperare credito e credibilità fra i più giovani e, per farlo, dobbiamo innanzitutto imparare a comunicare con loro e ad entrare nel loro mondo. Non potremo mai convincerli ad essere corretti alla guida, se non lo saremo anche noi,  e non riusciremo ad educarli alla sicurezza stradale, senza prima avere rispetto per sé, per gli altri e, più in generale, per la “res” pubblica.