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Auto, la Befana ci esaudisca


Auto, la Befana ci esaudisca

28.12.2010

Il Presidente

Pubblicato sul quotidiano; Roma

Sono tempi duri per gli automobilisti napoletani, lo sappiamo bene. Al di là della crisi che impone a tutti comportamenti di consumo orientati all’austerity, vi sono, comunque, costi da sostenere per le proprie esigenze a cui non ci si può sottrarre, come, per esempio, quelli della mobilità. Nell’attesa che un sistema di trasporto pubblico, realmente alternativo a quello privato, sia presto operativo (ci riferiamo, in particolare, ma non solo, al completamento della metropolitana), l’uso dell’auto continua ad essere, per molti, una necessità, da pagare, purtroppo, a caro prezzo. Si pensi al costo della benzina e a quello delle tasse automobilistiche, gravati da “addizionali” regionali non riscontrabili altrove, ma ancor più all’assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile. E’ risaputo che a Napoli vigono le tariffe più care d’Italia, ma, ormai, questa verità non sembra scandalizzare più di tanto, quasi si trattasse di un fatto ovvio, scontato. Le agenzie assicuratrici chiudono i battenti nella nostra provincia, ma anche questa circostanza non suscita preoccupazione, né indignazione. Le compagnie, troppo spesso, si richiamano alle truffe per giustificare gli aumenti dei premi delle polizze, però, nello stesso tempo, poco o nulla fanno per opporsi agli episodi fraudolenti che, invece, andrebbero puntualmente denunciati alle autorità competenti, ed anzi, addirittura, ridimensionano le proprie  strutture liquidative nell’indifferenza generale. I reclami degli assicurati contro le proprie compagnie sono in vertiginoso aumento, ma nemmeno questo aspetto riesce a porre un limite alle politiche vessatorie delle imprese. E a nulla serve sapere che il costo medio della liquidazione di un sinistro nella nostra provincia sia inferiore alla media nazionale, i premi delle polizze restano e continueranno ad essere i più elevati d’Italia. Non c’è nessuna volontà da parte della politica, delle istituzioni e delle stesse imprese di invertire questo trend. Il criterio del “luogo comune” prevale su ogni altra logica. E così, se Napoli è la faccia “sporca” del Paese, la terra dei furbi e dei disonesti, di quelli che vogliono speculare sulle compagnie, inventando incidenti o gonfiandone le conseguenze, allora se le merita le stangate; poco importa che a soccombere siano gli onesti, i virtuosi, la maggioranza che nulla  ha a che vedere con questi espedienti. Strano, però, che le compagnie pronte a difendere a spada tratta il parametro della residenza quale discrimine intoccabile nella determinazione delle tariffe, si mostrino, poi, inclini a rinnegarlo quando invocano tabelle uniche a livello nazionale per il risarcimento delle lesioni. Evidentemente, le differenze territoriali contano solo se fanno rima con guadagno, altrimenti vanno annullate.
Di fronte a questo quadro sconfortante, non resta che rimetterci nelle mani della cara vecchina che ogni anno, in questo periodo, si organizza per esaudire, nella magica notte tra il 5 ed il 6 gennaio,  i sogni di grandi e piccini. Alla befana indirizziamo, allora, alcune richieste, sperando che l’anno venturo nella calza non ci sia, per gli automobilisti napoletani, il solito carbone nero da mandar giù. Le chiediamo, pertanto, di portare nel settore della RC Auto alcuni correttivi affinché gli incrementi tariffari non superino il tasso previsto dal patto di stabilità europeo e le compagnie non continuino ad eludere l’obbligo a contrarre mediante furbeschi espedienti (aumento insostenibile delle tariffe, chiusura delle  agenzie ecc.) praticati, soprattutto, al Sud. Ci farebbe piacere, inoltre, trovare nella calza un nuovo sistema di definizione dei premi delle polizze che discrimini gli assicurati e non il territorio, perché gli incidenti li compiono le persone e non l’ambiente in cui vivono, tanto più che in regime di libera circolazione ciascuno può spostarsi dove vuole e non solo nel ristretto confine della sua provincia di residenza. Troverebbero il nostro consenso anche quelle misure volte ad eliminare alcuni provvedimenti introdotti recentemente che hanno alterato il meccanismo del bonus/malus come l’estensione automatica della classe di merito del titolare di una polizza agli altri componenti della famiglia, o la norma che non fa scattare il malus in caso di incidenti con concorso di colpa al 50%. Nel contempo, gradiremmo anche assistere ad un’azione realmente di contrasto delle cosiddette frodi mediante l’adozione di opportuni meccanismi, quali: la realizzazione di una banca pubblica dei sinistri e dei testimoni, nonché di un sistema capace di consentire il controllo incrociato tra l’archivio del PRA e quello degli assicurati per scovare gli evasori; l’adozione di criteri rigorosi ed omogenei nell’accertamento delle invalidità e di tabelle uniformi, a livello nazionale, per il risarcimento delle lesioni; la produzione di contrassegni più sicuri mediante l’uso di una filigrana; l’introduzione di un obbligo, per le compagnie, di denunciare i casi sospetti, senza scaricare le conseguenze delle truffe sugli altri assicurati, estranei a tali vicende. Ma, soprattutto, vorremmo compagnie più trasparenti, a partire dalla redazione dei bilanci, che non facciano gravare sui propri assicurati i mancati guadagni derivanti, talvolta, da infelici investimenti immobiliari e finanziari da esse stesse compiuti.
E’ una lettera dei sogni, è vero, ma a volte anche i sogni possono diventare realtà e se la befana riuscirà ad esaudire solo alcune di queste richieste, ci sentiremmo, comunque, soddisfatti. Anche per questo ci siamo anticipati, per darle il tempo di organizzarsi. Noi, intanto, chiudiamo gli occhi e incrociamo le dita … non si sa mai.