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Sanzione illegittima e risarcimento danni


Sanzione illegittima e risarcimento danni

29.05.2010

AutoAci

Anche se la multa è illegittima, il suo pagamento preclude all’automobilista la possibilità di ottenere il risarcimento dei danni. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza 12899 dello scorso 26 maggio, accogliendo il ricorso presentato da un’Amministrazione comunale avverso la decisione del Giudice di Pace che aveva accolto la richiesta di risarcimento danni presentata da un automobilista dopo aver pagato una sanzione rivelatasi poi illegittima. Nella fattispecie si trattava di una infrazione rilevata a mezzo apparecchiatura elettronica “utilizzata senza operatore e prima della sua omologazione”. La Suprema Corte ha accolto il ricorso sulla base del seguente principio di diritto:  in materia di violazioni al Codice della strada, il pagamento in misura ridotta, di cui all'articolo 202 del CdS, corrispondente al minimo della sanzione comminata dalla legge, da parte dell’autore della violazione, implica necessariamente l'accettazione della sanzione stessa e, quindi, il riconoscimento della propria responsabilità. Ciò comporta, nel sistema delineato dal legislatore, anche la rinuncia ad esercitare il proprio diritto alla tutela amministrativa o giurisdizionale, mediante ricorso avverso il suddetto verbale. Il pagamento della sanzione, inoltre, preclude all’interessato “l'esercizio di eventuali pretese civilistiche, quali la "condictio indebiti" e “l'actio damni" riconducibili all'avvenuta contestazione delle violazioni al Codice della strada per le quali si sia proceduto a siffatto pagamento con effetto estintivo della correlata pretesa sanzionatoria amministrativa”.