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Gravidanza e cinture di sicurezza


Gravidanza e cinture di sicurezza

27.02.2010

AutoAci

La protezione del bambino deve iniziare fin da prima della nascita, attraverso l’uso della cintura di sicurezza da parte della futura madre, per tutto il periodo della gravidanza, sia come passeggera che come conducente. È del tutto infondato, dal punto di vista medico-ginecologico, spiega un documento della Società italiana di traumatologia della strada, il timore che la cintura di sicurezza, durante la gravidanza ed in particolare a partire dal sesto mese, possa essere dannosa per il feto in caso di incidente, a condizione che tale dispositivo sia utilizzato in modo corretto. Ciò significa che il tratto diagonale della cintura deve passare tra i seni, mentre la parte orizzontale va tenuta bassa, sopra le cosce ed al di sotto dell’addome. In questo modo non si corre il rischio che l’area relativa all’utero ed al feto sia interessata da fenomeni di compressione e di costrizione. Così facendo, si evita il rischio che, in caso di incidente, l’addome e la zona pelvica siano violentemente proiettati contro il volante o il cruscotto. La gravidanza non può, quindi, costituire un valido motivo di “esonero automatico” dall’obbligo di uso della cintura di sicurezza, da indossare ed allacciare nel modo sopra descritto, salvo casi specifici. Infatti, l’articolo 172 del codice della strada riserva l’esonero dall’uso di questo sistema di ritenuta solo nei casi di “condizioni di rischio particolari conseguenti all'uso delle cinture di sicurezza”, certificati dal ginecologo curante, che viene così ad assumersi la responsabilità (professionale, civile ed eventualmente penale) dell’esenzione stessa.